giovedì 5 marzo 2015

Modelle ciociare 1. Agostina Segatori - modella di Corot

Dalla mostra presso il Palazzo della Provincia "La Ciociaria nell'arte tra ieri ed oggi" (2014) - di Ágnes Preszler
testo di Fausta Dumano




Agostina Segatori (Lettura interrotta di Corot)


Una vita movimentata, piena di segreti che si intrecciano con i grandi della storia dell'arte, una vita piena di sorprese quella di Agostine, del suo passaggio in Italia poche tracce, la sua stessa nascita è avvolta nel mistero. Alcuni sostengono che sia nata ad Ancona da genitori ciociari, altre fonti ad Anticoli, di certo portava la Ciociaria nel suo DNA. Negli anni ‘60 il pittore Corot la sceglie come modella. Nell'Ottocento i volti e i corpi ciociari intrigavano gli artisti, tra un futuro di balia e un futuro da modella la Segatori sceglie quest' ultimo.
Con una valigia carica di sogni e speranze parte dietro il pittore, nella vita bisogna sempre osare, consapevole del suo fascino. La storia narra che fece strage nei cuori degli artisti. Immortalata da Corot, poi da Manet e da Degas, inizia una relazione burrascosa e travagliata con il pittore Danton, celebre il medaglione di cera con il volto della Segatori, un figlio "clandestino" non riconosciuto da Danton, ma riconosciuto dal marito Moriere. La leggenda che corre come un bisbiglio vuole che un giorno, mentre Danton con la moglie incrocia il volto della Segatori, la carrozza che lo trasporta si rovescia violntemente e lui muore .
Al funerale lei fatale e bella più che mai attira sguardi da altri artisti. La ritrae il pittore svedese August Hagborg, nel ritrarla i cuori si posano sui colori nella tavolozza. Lo stesso Van Gogh nel ritrarla nuda, viene travolto da una sfrenata passione. La Segatori, consapevole che non avrebbe potuto fare la modella a vita, apre un cafè a Montmartre, il quartiere degli artisti, il suo cafè è un inno alla Ciociaria, lei e le sue cameriere vestono alla ciociara, il suo locale è il punto di riferimento degli artisti, esposizioni di opere, anche Van Gogh espone i numerosi nudi ad olio, che hanno come musa la Segatori.
In due lettere il pittore narra di lei, di certo le viole del pensiero nel cestino poggiato sul tavolo a forma di tamburello, strumento tipico della Ciociaria, l' artista non ha mai più dipinto viole del pensiero, prova evidente di come anche Van Gogh sia uscito con le ossa rotte dalla relazione con la Segatori. Modella "stragista di cuori" avrebbero dovuta chiamarla. Il suo cafè Le Tambourin (dal tamburello) ha le mura stregate, dense di segreti che lei porterà con sé nel 1910 con la sua morte. Una squallida morte da povera, per i rovesci finanziari.......di lei restano i numerosi ritratti.
Storia romanzata guardando la lettura interrotta di Corot. Le donne che leggono sono pericolose, sorprese con i libri, arma pericolosa, mentre senti scorrere l'eco di Virginia Woolf, che voleva una stanza tutta per sé…Da secoli guardando questa tela, la domanda ricorrente era cosa leggesse la bella modella e perché la lettura fosse stata interrotta, sospesa? Mi piace portarti in un viaggio incredibile, la bella modella, la stragista di cuori degli artisti si era trasferita a Parigi seguendo Corot.
Tra una posa e l'altra aveva scoperto un regno spesso vietato alle donne, tanto che George Sand utilizzava un nome d'uomo per imporsi nel panorama letterario.
Agostine era una popolana, nella tradizione francese aveva scoperto l'esistenza dei poemi cavallereschi, il ciclo bretone e il ciclo carolingio. "Galeotto fu il libro che travolse Francesca tra le braccia di Paolo". A questo stava pensando la bella modella, quando Corot entrò nel regno proibito, lei interruppe la lettura, ma non per sottomissione, voleva cambiare il finale, tanto da vivere una vita così intensa da entrare nelle pagine dei libri di storia dell'arte, come musa ispiratrice ........tra le pagine bianche cominciò ad inserire le sue note, solo chi sa leggere le parole bianche, ascoltare gli interminabili silenzi delle donne.......potrà scovare i tanti segreti che nel 1910 la bella modella portò dietro con lei........pensaci, dal dialetto ciociaro era arrivata a comprendere la lingua francese, eh già anche una migrante ciociara sapeva leggere. 
 Fausta Dumano

 L'originale (fonte: Wikipedia)


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