sabato 12 luglio 2014

Ultimi giorni della mostra a Sora - recensione di Michele Rosa



Agnes Preszler (al centro) con Michele Rosa, la pittrice Valeria Molon,
la figlia di Agnes e l'art director dott. Luigi Pro

AGNES PRESZLER ESPONE AL MUSEO CIVICO DI SORA



Nella Ciociaria situata nel Lazio meridionale senza limiti fisici o confini ben determinati, la pittrice Agnes Preszler trova ricordi storici, folclore. Nella mostra personale che presenta presso il Museo di Sora, le tematiche si susseguono: modelle dell'ottocento che hanno dato il loro sacrificio alla storia dell'arte italiana e francese, considerazioni di opere di pittori stranieri poco conosciuti, una serie di ritratti noti alla cronaca. 

Agnes Preszler si è affermata amica di pittori locali per meglio vivere nell'arte e partecipare a iniziative artistiche e culturali. l lavori che presenta sono pieni di poesia e possono essere visti come versante filosofico del nostro modernismo o come folclore dell'universale dove stratifica l'eleganza ritrosa, cortesia mite ed umanesimo. Nelle opere traspare : l'ordine come categoria morale ed estetica, la plasticità quale premessa poetica. Marca i lavori con novità di linguaggio mentre la poesia dà precedenza all'immagine. La sua pittura ha come centro la grandezza etica dell'uomo, il suo eroismo interiore, le sue visioni di un mondo equilibrato e fraterno.
Agnes Preszler di origine ungherese, in Ciociaria ha assorbito linfa cultura, dipingendo visi e figure umane del territorio come testamento spirituale. I sui lavori sono considerati privilegiata palestra di umanità. Gentile e modesta, sembra come scusarsi di presentare i suoi lavori, lo fa con molta umiltà evitando i giudizi perentori e le affermazioni di principio.
Pittura carica di suoni e di significati, soave e improvvisa; d'incanto apre i veli della logica, coprono il reale e mostra nel suo splendore il mondo dalle infinite combinazioni per sublimare la durezza della vita nella libertà della fantasia. Combina l'intelligenza e i sentimenti con l'impossibile, i lati più oscuri dell'esistenza si illuminano di grazia e di speranza.




Michele Rosa
Luglio 2014

www.michelerosa.com